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Maritele Cagliari - Ufficio Postale 1991/93

di Piergiorgio ISØSDX

Cagliari - Comando Marina
Lasciata la SRT S.Ignazio, una prima programmazione mi vedeva trasferito al Marisardegna La Maddalena; messomi a conferire con la Commissione di Maripers, feci presente di non essere entusiasta di questo trasferimento. Mi ribadirono che visti gli anni trascorsi a Cagliari dovevo lasciare questa sede per i normali avvicendamenti. Avevano ragione, ma la mia richiesta non era intesa a rimanere a Cagliari ma chiedevo di non voler essere trasferito alla Maddalena, senz’altro preferivo un’altra sede o meglio ancora chiedevo di essere imbarcato su Unità navale in attività, per poter svolgere al meglio la mia specialità professionale.
Ascoltate le mie intenzioni, il Comandante mi rispose che non era in effetti in condizioni di soddisfare immediatamente questa mia richiesta, ma ne prese nota e mi assicurò un prossimo futuro imbarco, nel frattempo avrei dovuto occupare una destinazione presso lo stesso Maritele di Cagliari.
Fu così che inaspettatamente mi assegnarono la responsabilità dell’ultimo ente appartenente al Maritele, l’Ufficio Postale.
In attesa dell’imbarco accettai l’incarico, con la ferma speranza che il mio movimento arrivasse quanto prima.
Lontano dalla radio e dai suoi servizi, non mi trovavo a mio agio, particolare che avevo sempre rimarcato nelle mie richieste di destinazione, che fossero a terra o a bordo.
Sapevo fin dall’inizio che sopportare questo periodo e attendere il mio nuovo trasferimento per bordo sarebbe stato certo snervante.
Nonostante tutto questo, nel mese di ottobre prendevo servizio presso l’Ufficio Postale. E fu una scoperta: siamo abituati a vedere un Ufficio Postale ben strutturato e funzionale, nel nostro caso non c’era nulla che avesse le sembianze di un Ufficio Postale, sulla porta si leggeva in una grossa targa in bronzo la scritta “Postino”;
il locale di dimensioni ridotte, con una finestrella in alto era molto simile ad uno sgabuzzino per deposito materiali di pulizia; al suo interno l’arredo composto da un tavolino con macchina per scrivere mal funzionate, un tavolo per le pratiche d’ufficio e una cassaforte di vecchia data, di notevoli dimensioni usata per conservare un timbro metallico e le distinte che si ammucchiavano una dietro l’altra. Appesi a una parete i casellari in legno per lo smistamento della corrispondenza ai vari uffici della base navale.
In inverno freddo intenso e in caso di pioggia infiltrazioni di acqua dalla piccola finestra e dall’ingresso. Non serviva granché chiudere la porta, del tutto logora con crepe in ogni sua parte, perché l’acqua si infiltrava dalle varie fessure, causando una pozza d’acqua all’interno dell’ufficio.
Il compiti assegnati al responsabile dell’Ufficio erano quelli di recarsi all’Ufficio Postale per consegnare le bolgette in partenza e ritirare quelle in arrivo, rientrato in Ufficio bisognava registrare al protocollo e smistare la posta ai vari Uffici, quindi ricevere la corrispondenza dei vari Uffici, protocollare, preparare le distinte e chiudere le bolgette.
Tutto questo si svolgeva in tre ore massimo di attività, quindi un lavoro poco impegnativo e di tutto rilassamento.
Forse per questo il posto era ambito da tanti sottufficiali che facevano la fila per avere quella destinazione, che poteva essere occupata da un giovane Sergente furiere, anche di leva, non certo da un sottufficiale RT di anzianità di servizio e di grado per cui la sua esperienza professionale poteva senz’altro essere messa a disposizione in altri compiti più complessi.
Sin dal primo giorno che presi servizio all’Ufficio Postale mi accorsi che un gran disordine regnava tra le distinte e l’espletamento della corrispondenza, inoltre in tanti all’interno della base, avevano scambiato questo Ufficio come una struttura pubblica dove si potessero espletare anche i pagamenti dei vari conti correnti postali, vaglia e altro.
Proprio la prima mattina che presi servizio, sul mio tavolo trovai un numero elevato di conti correnti postali Enel, Telecom, Gas ed altri ancora con allegati i relativi soldi per i pagamenti, una cifra in danaro che si aggirava intorno ad un milione e duecentomila lire. Domandai al marinaio cosa fossero quei bollettini, mi rispose che era compito nostro quando ci recavamo all’ufficio Postale pagare quei conti correnti, senza scompormi presi quei bollettini, il denaro e comandai al marinaio di restituirli ai loro legittimi proprietari e di riferire che il sottoscritto non era preposto a questo servizio.
In poco tempo in diversi si presentarono in Ufficio chiedendo spiegazioni della mia presa di posizione, mi facevano notare che i miei predecessori lo avevano sempre fatto senza creare problemi, riferii loro che io svolgevo solo quello che era previsto dai compiti dell’Ufficio, e tra questi non era menzionato l’espletamento di queste pratiche del tutto private, facevo notare altresì che dove mi recavo per il servizio postale non era un ufficio adibito a sportello per effettuare queste operazioni, era un Ufficio che svolgeva solo i compiti di ritiro e consegna della corrispondenza di tutti gli enti Militari e Civili.
Da quel giorno nessuno mi portò più bollettini, alcuni arrivarono a non salutarmi nemmeno, in pratica mi ero messo un po’ contro tutti, ma in fondo ciò non mi preoccupava, non era quella la mia destinazione e la mia aspirazione ed ero intenzionato a rimarcare ogni cosa non andasse bene.
Iniziai a denunciare presso il mio diretto superiore e il Comando Marina la inidoneità del locale per le sue dimensioni e i numerosi disagi cui era costretto chi vi lavorava. Intanto tolsi la targa “Postino” per mettere la targa regolamentare scritta a chiare lettere “Maritele Cagliari Ufficio Postale” non pochi vennero a fare le loro rimostranze, risposi che senza nulla togliere ai postini, il mio mestiere non era quello, se avessi voluto intraprendere il mestiere del portalettere mi sarei arruolato alle poste, altri venivano asserendo che l’Ufficio Postale era un ente del Comar (Comando Marina), quindi quella targa era fuori luogo, senza problema dimostrai loro attraverso le Pubblicazioni ufficiali che l’Ufficio Postale è stato da sempre un ente del Maritele e di conseguenza li invitai ad aggiornarsi.
Ogni giorno veniva un Capo Ufficio o un Comandante a presentare qualche lamentela, come in occasione di giornate di pioggia, i vari addetti al ritiro della corrispondenza si lamentavano poiché li facevo attendere fuori dell’Ufficio mentre la pioggia veniva giù fitta, sempre con calma facevo presente la ristrettezza del locale e la impossibilità di ricevere all’interno sei o sette persone quando a mala pena ci entravamo io e il mio marinaio, suggerii loro, per evitare di bagnarsi, di dotare gli addetti al ritiro della corrispondenza di parapioggia.
Più volte mi venne detto che da quando avevo preso servizio nell’Ufficio Postale, erano nati tutti i problemi e che mai nessuno nel passato aveva sollevato questioni, rispondevo loro che le problematiche c’erano sempre state ed erano anche evidenti, semplicemente non venivano evidenziate.
Intanto la mattina mandavo il marinaio al ritiro delle bolgette, e al suo ritorno sbrigavo quelle poche pratiche di smistamento e consegna della posta poi terminato il lavoro non mi restava che andarmi a godere una bella e sana passeggiata in banchina ad ammirare i cormorani con le ali aperte al sole.
Finalmente dopo questo periodo lontano dalle Stazioni Radio, nel mese di aprile 1993 vengo inviato a Maricentadd Taranto per la frequenza del corso di aggiornamento e nel mese di Luglio venivo trasferito a bordo di Nave Ardito come Capo Posto RT della Prima Divisione Navale.
Per quanto ne so, ancora adesso il locale è sempre lo stesso, ma almeno è cambiata la porta d’ingresso ei dispone di un climatizzatore.