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GRUPPO SCUOLE C.E.M.M.

Lorenzo BEZZI
di Piergiorgio ISØSDX
Il 27 agosto 1965, varcavo il cancello delle Scuole C.E.M.M. di Taranto, dove il 30 agosto venivo arruolato e assegnato alla categoria Radiotelegrafisti/Incursori.
Avevo diciassette anni, molto timido, per la prima volta lontano da casa, lontano da quelle abitudini familiari. Non fu certo cosa semplice ambientarmi alla nuova vita, inoltre la mia timidezza rendeva più difficile ogni cosa.
Partito con grande entusiasmo e come ogni giovane, pieno di tanti sogni, ben presto davanti ad una realtà ben diversa dai sogni, quel primo entusiasmo si affievolì, in quei mesi di ambientamento, molto duri, ci veniva data la possibilità di scegliere, rimanere o andare via, in breve tempo vidi andar via molti ragazzi e tanti che rimanevano erano tentati a seguirli.
Anche se non ho mai pensato minimamente ad andarmene, ci sono stati alcuni momenti in cui questo pensiero mi prendeva, avevo una sensazione di liberazione: sapere che avrei potuto andar via in qualsiasi momento mi faceva sentire libero.
Però continuai ad andare avanti nei giorni a seguire e a perseguire quei sogni di ragazzo, convinto che questi non potevano spegnersi così velocemente.
In un normale giorno di ottobre, per uno stupido incidente avuto con un mio compagno, degenerato poi in un fatto grave, mi trovai coinvolto in grossi problemi. Ogni giorno che passava da quell’episodio mi vedevo fuori dalle Scuole e dalla Marina, quelle erano le decisioni che si andavano pian piano prendendo nei miei confronti e del mio compagno. Furono giorni lunghi in cui vedevo appesa ad un filo la mia permanenza in Marina.
Il pensiero di quel mio compagno ricoverato, il pensiero di essere messo fuori dalla Marina per un fatto grave disciplinare, mi rendevano i giorni amari, con tutte le mie forze scrissi una lettera al mio compagno.
Non so se quella lettera la lesse solo lui, ma un giorno le cose cambiarono, forse per il nostro comportamento, forse perché assieme avevamo meditato e capito i nostri errori e forse perché qualcuno aveva tenuto conto della nostra giovane età e soprattutto aveva compreso che le nostre intenzioni non erano certo state quelle di causare tale incidente. Così fummo graziati e continuammo il nostro percorso alle scuole.
Questo episodio si chiuse, ma io pagai l’episodio con una valutazione negativa in attitudine militare, abbassandomi così la media finale.
Per anni, questo errore, mi costrinse a dover sempre rincorrere posizioni su posizioni nelle graduatorie necessarie per l’avanzamento ai gradi superiori e soprattutto per ribaltare quella valutazione negativa.
Del periodo delle scuole, ormai lontano di quattro decenni e più, i ricordi più belli sono state le amicizie che si sono radicate, legandoci per sempre tutti come appartenenti al CorsoRT 1965, chiamandoci, nel termine più bello della parola, fratelli di corso.
Negli anni a venire, in ogni destinazione dove abbiamo operato, ci si riconosceva attraverso il corso di appartenenza, anche se di categoria diversa, si riallacciava una amicizia come se fossimo sempre stati assieme dal 1965.
Certo non potrò mai dimenticare l’arrivo alle Scuole, dove feci subito amicizia con un ragazzo di Trento, Mario Pontalti, che poi nel 1972 mi fece anche da testimone di nozze, e dell’altro mio carissimo amico Michelino Ricci di Lucito vicino Campobasso, con loro per tutto il periodo delle scuole ebbi una bellissima amicizia che ancora adesso, anche se il tempo non ci ha visto spesso insieme, dura ancora.
Oltre loro non posso non ricordare tutti i miei compagni di corso che sempre ricordo con grande affetto, da Giovanni Spronelli, Carlo Serra, Salvatore Longheu, Sergio Esu, Giancarlo Galante, Mario Iurzan, Tito Giovannini, Altinio Bassetto, Lucio Gamberoni, Mario Granisso, Domenico Ottomanelli, Ferdinando Nuccio, Antonio Porcaro, Renato Zuccon, Pierpaolo Capatti, Erasmo Capobianco, Mario Minniti…..e via via tutti gli altri.
I miei istruttori da Capo D’Autilia, fu lui che molto mi aiutò durante quel periodo nero nell’ottobre del 65, sottufficiale all’apparenza burbero e severo ma dotato di una grande umanità, Capo Mazzini, Capo Mazzola, Sig. Marri, Capo Spanò e il nostro inquadratore Capo Milioni.
Il corso proseguì regolare, con le sue difficoltà e nel mese di agosto 1966, terminato il tirocinio pratico, anche se la mia valutazione fu solo sufficiente, iniziai il mio cammino in Marina con una immensa voglia di dimostrare che quello era stato solo un episodio, oltretutto tenni dei rapporti amichevoli col mio collega. Volevo ribaltare quella sufficienza, sapevo, ero cosciente, che per me sarebbe stata una strada in salita, ma tutto ciò non mi spaventò e iniziai a camminare per la mia strada convinto e determinato su ciò che volevo fare.