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(ex
Com.t Louis Richard)
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Dubigeon - Nantes
(Francia)
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• Dislocamento: 1.341 t.pc.
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Dimensioni: 69 x 10 x 4,8 m
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Equipaggio: 6 + 76
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Velatura: 1.000 mq circa
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Apparato motore: 1 GMT D MAN G8V
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Potenza: 600 CV
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Velocità a motore: 8 nodi
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| Autonomia: 5.400 mg / 7,5 nodi |
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Nel 1977, in
servizio presso la SRT.S.Ignazio, una normale mattina di
aprile, mi recavo presso la SRT, per svolgere il mio turno
di servizio, nella porta trovai ad aspettarmi il Capo |
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Posto della Stazione, Capo Orecchioni, senza preavvisi mi consegnò un
foglio
di viaggio per La Maddalena, destinazione, Nave Palinuro, mi spiegò la
necessità urgente richiesta dal Comando della Nave di un sottufficiale
RT per la crociera addestrativi degli allievi Nocchieri. |
Così senza poter dire nulla, presi
il foglio di viaggio ed rientrai in casa per preparare la valigia
e alle 14:12 ero sul treno
per Olbia, arrivai alla Maddalena in tarda serata.
A causa dell’assenza di una linea di pulman urbana, mi incamminai a piedi,
con tutto il peso della valigia, lungo il viale Ospedale fino al molo Carbone
dove era ormeggiato il Palinuro, un pò sudato salii la passerella, dove
ad aspettarmi era il Capo RT della nave, Capo Cavalieri, dopo le presentazioni
di rito mi portò in radio dove mi spiegò il funzionamento della
Stazione e i compiti che avrei svolto nel periodo che sarei stato a bordo. |
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Un imbarco inaspettato, per di
più su una nave
a vela, particolare del tutto nuovo per me, abituato alle navi
con strutture e compiti diversi.
La stazione radio posta sotto il ponte di coperta in corrispondenza
dell’albero
di mezzana, dove era camuffato lo scarico dei gas dell’apparato motore,
parte dell’albero era dentro la stazione radio che riscaldava l’ambiente,
di dimensioni ridotte, quando si navigava a motore, per fortuna le ore di navigazioni
a motore erano inferiori di quelle a vela. |
Navigare a vela per diversi giorni è stata una
bellissima esperienza, il silenzio che regna all’interno della
nave è molto rilassante, durante la notte era bello ascoltare
in branda lo scivolare dell’acqua sullo scafo e l’infrangersi
delle onde a prora o lungo la fiancata della nave, non li definirei
rumori, poiché generalmente per rumore si definisce qualcosa
di fastidioso, tutto ciò non aveva nulla di fastidioso ed
era bello addormentarsi come cullati da tutto quel movimento. |
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Partimmo da La Maddalena diretti a Palma di
Majorca, furono cinque giorni di navigazione completamente a vela,
trovammo anche un po
di mare che per diverse ore ci ha fatto rollare, vedere quelle
vele spiegate, gonfie per il vento, è molto suggestivo, il lavoro
dei nocchieri era costante, i fischi dei Nostromi che chiamavano
il posto di manovra alla vela, riempivano quel silenzio, squadre
di nocchieri alle cime, altri salivano a riva arrampicandosi sulle
sartie, di giorno e di notte si assisteva a questo scenario, scenario
di una marineria che non c’è più, tenuta in
vita da Nave Palinuro e Nave Vespucci, dove almeno gli Ufficiali
e i Nocchieri
devono mantenere alta questa tradizione marinara. |
Il servizio radio non era eccessivo,
ad orari ascoltavamo la diffusione di Roma per la ricezione di
eventuale traffico, oltre
questo non poteva mancare il servizio nave terra con Roma IDR,
quando fuori dalla portata della stazione costiera della Maddalena
ICH,
tutti i servizi nelle modalità CW.
Gli apparati impiegati un pò vecchiotti, specialmente il
trasmettitore che per la poca potenza erogata non ci
assicurava a volte un buon collegamento con Roma IDR, |
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le antenne filari mimetizzate tra tutte quelle cime
a volte davano problemi, forse per una cattiva manutenzione con evidenti
segni di ossido, che ne limitavano il funzionamento.
Nonostante tutto, il servizio andò avanti, per tutta la
navigazione, anche se con segnali deboli sono sempre riuscito a
trasmettere il PIM (Punto in Mare),
arrivati a Palma di Majorca proseguiva il servizio ad appuntamenti, dove il
mio compito era quello di ricevere la lista traffico, qualora in
questa lista vi
era traffico per noi si rimaneva in ascolto fino a ricezione avvenuta del traffico. |
Fu un mese di navigazione, molto interessante, il lavoro non molto
pesante mi ha dato la possibilità di vivere un’esperienza
in navigazione non comune e di trascorrere delle bellissime ore di
franchigia nei porti che abbiamo toccato.
Il 29 maggio terminata l’esigenza, facevo rientro alla mia destinazione
a Cagliari dove riprendevo i turni di guardia alla SRT.S.Ignazio IDP. |
Il 25 ottobre sempre del 1977, per una nuova
esigenza operativa di Nave Palinuro, sempre senza preavviso, mi
ritrovai in una serata
autunnale a dover risalire quella passerella, questa volta imbarcai
in compagnia di un Sgt RT di S.Ignazio, il Sgt Pizzi, salutati
i colleghi che avevo conosciuto nel precedente imbarco, mi recai
in
radio e trovai la sorpresa che la nave era stata dotata dal nuovo
trasmettitore HF, l’SRT 112 dell’Elmer di Pomezia,
un apparato in quegli anni completamente nuovo, |
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un pò strano per come si deve procedere alla
sintonia, si potevano predisporre la canalizzazione di sei frequenze,
però venivano installati a bordo le frequenze già canalizzate
e secondo quanto previsto dalle pubblicazioni, tali frequenze non
potevano essere cambiate.
Tra queste frequenza non vi era la nave terra con Roma IDR, con
l’esperienza
negativa della precedente navigazione, vista l’attività che si
doveva svolgere,presi la decisione di impostare |
sull’RT 112 le frequenze di Roma, togliendo quelle
frequenze che sicuramente in navigazione non avremmo mai usato, armato
di cacciavite, sembrerà strano, ma la sintonia si faceva con
il cacciavite, allentando e stringendo delle viti su delle matrici
di programmazione in base ad un calcolo matematico tutto particolare
che non sto qui a spiegare poiché un po’ lungo da descrivere,
aiutato dal Sgt. Pizzi procedemmo alla sintonia delle frequenze di
Roma, oltre che sull’apparato la stessa operazione andava fatta
nel sintonizzatore d’antenna, terminate le operazioni provai
con Roma un QSA QRK, tutto ok. |
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Adesso mi sentivo tranquillo di non
incorrere più nelle difficoltà avute nella navigazione
precedente.
Partimmo da La Maddalena, per dieci giorni tra S.Remo e mare il
servizio si svolse benissimo, l’apparato funzionava a meraviglia con
l’antenna verticale installata, mai ho avuto problemi nel trasmettere
il PIM a Roma IDR.
Rientrati alla Maddalena, nel reimpostare le frequenze previste sull’RT
112, arrivò a bordo il Vice Direttore di Maritale La Maddalena,
saputo del mio cambio frequenze sull’apparato, ricevetti un
forte rimprovero per quanto avevo fatto, non attenendomi a quanto
previsto dalle pubblicazioni, spiegai le mie ragioni, facendo presente
di aver tolto delle frequenze assolutamente inservibili per la navigazione
che dovevamo affrontare e di aver agito per il bene della nave assicurando
un servizio più efficiente e operativo, in quanto le altre
apparecchiature in dotazione alla nave, data la loro vetustà,
non assicuravano un buon servizio.
Nulla sono valse le mie spiegazioni, ma purtroppo a volte la praticità non
era tenuta in considerazione, vuoi perché la praticità non è una
caratteristica di tutti o forse perché sicuramente far rispettare
giustamente quanto previsto dalle leggi e regolamenti, non si ha
il coraggio di uscire da alcuni canoni in caso di necessità.
Sbarcai dal Palinuro tranquillo, sicuro del mio operato e della mia
operatività che ha assicurato alla nave un collegamento sempre
efficiente nonostante il mio azzardato impiego di quell’apparato.
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