Caio DUILIO 554
Incrociatore lanciamissili e portaelicotteri
IADU
Cantiere: Castellamare di Stabia
Impostazione: 1958
Varo: 1963
Completamento: 1964
Radiazione: 1992

Dislocamento: Normale: 6.000 Tonn.
Pieno carico: 6.500 Tonn

Dimensioni: Lunghezza: 149,3 (f.t.) mt.
Larghezza: 17,2 mt.
Immersione: 4,9 mt.

Apparato motore: 4 caldaie
.............................2 turbine
.............................2 eliche
.............................Potenza: 60.000 HP

Velocità: 31 nodi

Combustibile: 1.100 Tonn. di nafta

Autonomia: 6.000 miglia a 15 nodi

Armamento: 1 lanciamissile binato "Terrier"
....................8 pezzi da 76/62 mm.
....................6 tubi lanciasiluri a.s.
....................4 elicotteri

Equipaggio: 500 uomini

Imbarcato sul Duilio nel 1967 con il grado di Sottocapo RT, primo imbarco come operatore RT. L’impatto iniziale non è stato semplice, data la prolungata assenza dalla radio dal termine del corso Ordinario, in
 
quanto impiegato presso il Comsubin La Spezia per la frequenza del 18° corso Incursori.
Molte difficoltà ho dovuto affrontare, dopo un lungo periodo, in derivazione con Operatori più esperti, tra questi il mio amico e compagno di corso Carlo Serra, ho iniziato ad inserirmi nel lavoro in radio operando prevalentemente nelle frequenze navali in CW e in porto come operatore alla Diffusione in Radiotelescrivente.
Dopo questo periodo di perfezionamento divenni un operatore RT impiegato prevalentemente nelle frequenze navali, nave terra e aereonavali operanti nella modalità CW.
Non potrò mai dimenticare quella notte, quando per la prima volta da solo in radio, avevo solo 18 anni, dovendo trasmettere un messaggio operativo a Roma IDR, mi trovai a svolgere tutte le operazioni con grande emozione, dalla sintonia sull’ANARC 32, bellissimo trasmettitore HF ma dalla sintonia non semplice, alla trasmissione del messaggio, grande fu la soddisfazione quando Roma dopo un primo AS mi trasmetteva R R AR; da quel giorno iniziai ad operare da solo nelle frequenze in CW e mai le ho volute lasciare.
L’intesa e l’armonia che si era stabilita tra gli operatori grafisti era qualcosa di meraviglioso, a volte anche se l’orario del proprio servizio era ultimato, si rimaneva in radio per continuare a lavorare, per continuare a tenere il tasto in mano e aiutarci, per sveltire il traffico, che in alcuni momenti si accumulava, messaggi da trasmettere da 500, 800 e anche oltre 1000 gruppi,ricordo con piacere l’intesa che si
formava tra noi che trasmettevamo e Roma che riceveva, ogni dieci gruppi trasmessi l’operatore di IDR dava R e si continuava ad andare avanti, inoltre per accelerare il servizio e renderlo meno stancante, ogni cento gruppi ci alternavamo trasmettendo sempre allo stesso modo.
I tasti impiegati a bordo erano i classici Postali verticali, in marina non vi è mai stata la cultura all’impiego dei tasti automatici e semiautomaci, tasti che già in altre marine
avevano in uso da diversi anni, maggiormente in quella Americana.
Promosso Sergente nel 1969 svolgevo compiti di Capo Turno Radio quando eravamo in porto, in navigazione avevo il ruolo di aiuto Capo Turno impiegato nelle frequenze Nave Terra.
Molteplici furono le navigazioni effettuate sul Duilio: Mediterraneo, Oceano Atlantico e Nord Europa, tra queste molte le navigazioni lunghe che ci hanno visto per mare per oltre 20 giorni consecutivi.
Gli orari impiegati in navigazione variavano a seconda dei servizi da espletare, dal classico e riposante quattro e otto a quello snervante del quattro e quattro o peggio ancora il quattro e sempre.
Erano tempi in cui gli operatori RT godevano di una grande considerazione per i servizi che svolgevano, avevamo il privilegio di essere impiegati solo nei compiti di categoria
rispetto ad altre categorie che oltre ai loro compiti svolgevano altri servizi di bordo, questi privilegi spesso causavano malumori e scontenti nell’equipaggio, forse perché all’oscuro dell’importanza e della necessità di avere sempre efficienti gli operatori RT, che per svolgere il proprio servizio mettevano a disposizione il proprio udito, che comportava una forte concentrazione, per ricevere la messaggistica indirizzata al bordo.
Nel 1970, in navigazione fuori dal Mediterraneo, si svolgeva il servizio Delta, in pratica era un servizio prevalentemente in CW, la diffusione in Radiotlescrivente non era più affidabile e il traffico si riceveva in CW con appuntamenti programmati con Roma IDR, a volte per la mole di traffico tra quello in partenza dal bordo e quello in arrivo da Roma IDR, diventava un servizio continuo, questo servizio veniva svolto anche nei porti dove ci trovavamo, sperando di avere dei buoni ormeggi liberi da ostacoli che a volte ne comprometteva il servizio.
Durante questo periodo conobbi il servizio con le stazioni commerciali in particolare con IAR, per l’espletamento delle radiotelefonate e la trasmissione dei telegrammi.
Sono stati tre anni e mezzo lunghi, vista la mia giovane età, ma grazie ad aver operato su questa Unità navale, ho potuto raggiungere un buon livello professionale, dandomi delle buone basi per il futuro, di questo debbo ringraziare i vari Sottufficiali che ho avuto come miei istruttori, dal grande e
indimenticabile Capo Poli, al Capo Duma, dai Sergenti De Stefano, Mastandrea e tanti altri, ma soprattutto voglio ricordare il mio carissimo amico e coetaneo Sc RT Giorgio Volpe che mi ha aiutato tantissimo in ogni circostanza e che ancora oggi ricordo con grande affetto.
Sono tanti i ricordi belli vissuti sul Duilio, ma fra questi non potrò mai dimenticare un grave incidente che colpì il Duilio.
Era il 1970, alla fine della primavera, ci si preparava per una grande e complessa esercitazione che ci avrebbe tenuto per mare molti giorni e
diversi mesi fuori dalla base di Taranto, una mattina durante un normale imbarco viveri, per una banale rottura di bottiglie di essenza di anice, per un caso sfortunato, un serie di fiamme attaccarono le travi in legno della sicurezza, nulla valsero i primi interventi antincendio, le fiamme iniziarono ad invadere la cambusa tutta e iniziò ad allargarsi alla
stazione AS, l’incendio durò più di 24 ore, perdemmo il Direttore di Macchina e questa tragedia colpì l’equipaggio tutto che sfilò al completo per le vie di Taranto durante i solenni funerali celebrati.
Questo evento rese la nave inattiva, costretta in bacino per diversi mesi, in questi mesi esattamente a settembre, improvvisamente fui trasferito ad altra Unità, Nave Altair di base a Cagliari.
Questo è il mio periodo su nave Duilio, periodo indimenticabile che sempre porterò con me.
Nel 1994 imbarcato su Nave Ardito ormeggiato al molo Varicella, mi fermai per guardare il Duilio ormai in disarmo, spoglio di tante apparecchiature, dai colori grigi sbiaditi, la ruggine che in diverse parti faceva vedere il suo colore forte e vivo, guardavo la prora dove si svolgevano le assemblee, alcuni stili ancora presenti, la stella a prora,una volta bianca
e bordata di rosso ora con tante rigature di ruggine, un marinaio RT passandomi accanto, forse aveva notato il mio stare fermo a guardare quella nave, spoglia di ogni forma di nave militare, mi disse:
- Capo perché guarda quell’ammasso di ruggine?
Mi girai guardai quel ragazzo e risposi
- Caro ragazzo per me non è un ammasso di ruggine, quando avevo la tua età ero li sopra che iniziavo a fare l’RT.
Il ragazzo capii e stette li vicino a me e cominciò a farmi diverse domande…………