Menu

Attività
La Radio “Only CW”
Stazione Radio
Le Antenne
I Contest
QRP
Attivazioni
Manifestazioni

Il Log
QSL
Diplomi
I miei Tasti

Associazioni

Il mio Lavoro
I miei anni in Marina
Da Marinaio ad Aiutante
Le Navi dove sono stato imbarcato
Le Stazioni Terrestri e le Scuole
Documenti e Scritti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NAVE Centauro 1974

di Piergiorgio ISØSDX
Nave Centauro F554
Avviso scorta
IAFS


Cantiere:
Ansaldo - Livorno
...............Impostazione: 1952
...............Varo: 1954
...............Completamento: 1957
...............Radiazione: 1984

Dislocamento: Normale: 1.680 Tonn.
......................Pieno carico: 2.200 Tonn

Dimensioni: Lunghezza: 103,1 (f.t.) mt.
..................Larghezza: 12,0 mt.
..................Immersione: 3,8 mt.

Apparato motore: 2 caldaie
.............................2 turbine
.............................2 eliche
.............................Potenza: 22.000 HP

Velocità: 26 nodi

Combustibile: 400 Tonn. di nafta

Autonomia: 2.660 miglia a 20 nodi

Armamento: 4 pezzi da 76/62
....................4 pezzi da 40/70
....................2 tubi lanciasiluri A.S.
....................2 lancia bombe A.S.
....................1 scaricabombe A.S.

Equipaggio: 235 uomini

Il due gennaio 1974 lasciavo la stazione Ricevente Sant’Alessandro per essere trasferito dopo tre anni per la seconda volta su Nave Centauro,
finalmente nave operativa e ormeggiata alla banchina Lagora di La Spezia. Imbarcai sul Centauro in una mattina di gennaio, nonostante il bel sole, un freddo gelido si faceva sentire, dopo essere stato presentato al Capo Posto, Capo M. Minuto, che già avevo conosciuto a Sant’Alessandro, fui presentato al Comandante della nave, il CF Nicola Sarto, che si dimostrò molto gentile e di grande carica umana.
I compiti a me assegnati, erano Capo Turno Radio e come Sottufficiale più anziano sottordine al Capo Posto.
Gli anni passavano, i sistemi di comunicazione si evolvevano, la telescrivente aveva preso il sopravento, i servizi radio nei vari circuiti operavano con la telescrivente, anche la nave terra impiegava le telescriventi, servizi in CW sempre attivi, erano un’ottima alternativa alle emissioni in FSK, spesse volte, specialmente in navigazione, causa i QRM e i giorni di scarsa propagazione, in cui i segnali diventavano deboli e la ricezione diventava impossibile, erano in pratica inservibili, così si ritornava al vecchio morse che nonostante i disturbi e le evanescenze si riusciva sempre a ricevere.
In radio oltre me, vi erano altri due Capi Turno, ci alternavamo in porto nell’espletare il servizio con un giorno di guardia e due liberi, liberi si intende al cessa lavori di ogni giorno alle 16.30.
In navigazione si lavorava con il classico quattro e otto, certo come Capi turno non stavamo fermi al tavolo, ma, causa la carenza di personale, svolgevamo anche i compiti di operatori alla nave nave e il servizio Nave Terra con Roma IDR, oltre questo era devoluto a noi il compito di sintonizzare i trasmettitori sia HF che UHF sulle frequenze da impiegare,alcune di queste impostate nella stazione radio di poppa, in occasione di esercitazioni del tiro,con le vibrazioni
violente che procurava l’impianto del cannone da 76/62 posizionato vicino alla radio di poppa, ne causava lo spegnimento, costringendoci al termine dei tiro a dover correre a poppa per il ripristino delle frequenze.
A volte rimpiangevo i servizi in CW, forse più lenti ma meno laboriosi rispetto alla procedura in telescrivente, in quanto i messaggi che dovevano essere trasmessi dovevano essere prima elaborati da noi RT,con le procedure previste e poi
passati al punzonatore, dopodichè ottenuto il nastro perforato questo veniva trasmesso attraverso i trasmettitori automatici: non ricordo quante zone perforate avevamo intorno al collo.
Purtroppo nonostante i grandi lavori realizzati nel 1971, la nave iniziava a dare segni di logorio, l’acqua in navigazione scarseggiava e quella che si produceva con i dissalatori era utilizzata per il servizio di propulsione a caldaie, a volte per risparmiare l’acqua si panificava con il latte.
L’acqua di lavanda veniva erogata ad orari prestabiliti, all’incirca solo dieci minuti, quindi era impossibile potersi fare una doccia, al massimo una lavata al viso, oppure in quei dieci minuti si recuperava acqua in appositi contenitori per poi utilizzarla per rinfrescarsi un po’ e poi per evitare sprechi, con la stessa acqua si lavavano i capi intimi, in pratica dovevamo arrangiarci in simili situazioni.
Le navigazioni effettuate sul Centauro sono state svariate, a volte si usciva in mare nel giro di due ore, erano gli anni della guerra fredda. Le numerose esercitazioni Nato che si svolgevano, ci tenevano spesso lontano dalla base di La Spezia.
I ricordi su questa Nave sono tanti, in particolare voglio ricordare i miei colleghi con cui ho trascorso ore indimenticabili in radio e non solo, dal carissimo Peppe Fanelli, corso RT66, eccellente RT dotato di una grande preparazione professionale,sempre gioviale con tutti, riusciva a
tenere allegro l’ambiente, all’introverso ma carissimo amico Mario D’Ippolito, corsoRT 67. molto preciso e scrupoloso nel suo lavoro.
Come sottordine al Capo Posto, Capo Minuto mi aveva incaricato e responsabilizzato nel formare i servizi di guardia, inoltre il Capo Servizio Operazioni mi diede l’incarico di aiutante al reparto Operazione, dove facevano parte oltre gli RT, i Segnalatori e i Radaristi, in pratica era devoluta a me la responsabilità dell’ordine e della disciplina del personale TLC.
Non potrò dimenticare alcuni eventi vissuti a bordo, in particolare in navigazione.
Era la primavera del 1975, in navigazione al traverso delle coste toscane, in rientro a La Spezia, quando riceviamo un messaggio di soccorso, dalla Capitaneria di Livorno, una pilotina con a bordo due persone non aveva fatto rientro in porto e non si avevano notizie da ventiquattro ore, ricevute le coordinate dello spazio di mare dove effettuare le ricerche, iniziamo a navigare in diverse direttrici, per ore zigzagando in quegli spazi di mare, la visibilità era buona e il mare abbastanza calmo, ma di quella pilotina color rosso neanche l’ombra, oltre ai radar,che battevano a 360°
vi erano due vedete sia a dritta che a sinistra, ma le ricerche continuavano ad essere negative, per rendere più efficaci le ricerche fu inviato in zona un velivolo Albatros, atto a queste operazioni di soccorso, il contatto radio fu stabilito subito, dopo ore di ricerca, finalmente l’Albatros ci comunicò l’avvistamento della pilotina ormai troppo lontana dalla costa livornese, segnalata la posizione con un fumogeno filato a mare, nelle vicinanze della pilotina, alla massima velocità ci dirigemmo verso l’imbarcazione.
Le operazioni di recupero delle due persone fu portato a termine dal personale nocchiere, con la motobarca di bordo, presa a rimorchio la pilotina e dopo aver risposto al saluto del velivolo che a volo radente e il classico movimento delle ali ci salutava, iniziamo a dirigerci verso Livorno per le operazioni di sbarco dei due naufraghi.
Le due persone salite a bordo, infreddoliti per le lunghe ore passate in mare, furono accompagnati in mensa Ufficiali dove si rifocillarono, e su ordine del Comandante approntai il servizio radiotelefonico per poterli far comunicare con le proprie famiglie.
Sempre in navigazione nelle acque della costa ligure, al termine di una operazione antisom, con il Smg Toti, in rientro a La Spezia, improvvisamente nella caldaia di prora, proprio sotto la stazione radio, avvenne la rottura di alcuni
tubi causando la fuoriuscita di vapore bollente, ben presto il caldo eccessivo si fece sentire, in corridoio con una temperatura prossima se non superiore ai 40°, il forte calore e l’umidità, rendevano l’aria irrespirabile, il sergente infermiere per ordine del Comandate distribuì all’equipaggio delle pastiglie per reintegrare i sali viste le abbondanti sudorazioni, in radio sembrava di essere sopra una padella poichè la temperatura del pavimento aumentava, rendendo l’aria al’interno della radio irrespirabile.
Dal locale caldaia fu portato fuori un sergente elettricista, un po’ stordito e con la respirazione affaticata, per essere stato investito da un getto di vapore che aveva colpito le sue vie respiratorie, furono attimi di tensione, specialmente quando improvvisamente mancò l’alimentazione elettrica, i soccorritori a batteria intervennero dandoci il minimo di
alimentazione, intanto la nave perse di velocità fino a fermarsi, il Comandate Turbini, ordinò all’equipaggio di rimanere ognuno al proprio posto, ordine che fu eseguito da tutti indistintamente, il personale meccanico, motorista ed elettricista lavorarono tutti insieme per eliminare queste avarie, furono veloci e rapidi nell’intervenire dimostrando grande professionalità, e dopo pochi minuti rientrò l’alimentazione e riparate le fuoriuscite di vapore, gli assi delle
eliche ripresero a girare, riprendemmo velocità e il rientro in porto avvenne regolarmente.
Certo per noi che stavamo in radio, ben consapevoli che sotto di noi avevamo quella caldaia colpita da un’avaria, fu una tensione maggiore, il caldo asfissiante, ci faceva sudare, sembrava di essere dentro una sauna, ma non era una sauna, nessuno parlava e cercavamo di sdrammatizzare quei momenti, continuando a lavorare e rompendo il silenzio con qualche battuta scherzosa.
Gli anni passarono veloci sul Centauro, anni pieni di lavoro, anni che videro la mia promozione a 2°Capo e il passaggio al Servizio permanente effettivo.
Nell’estate del 1976, nel mese di agosto sbarcavo dal Centauro, trasferito alla Stazione Radio Ricetrasmittente di Sant’Ignazio IDP di Cagliari.
Questo è stato il mio periodo trascorso su Nave Centauro, si potrebbe scrivere ancora tanto per tutto ciò che ho vissuto in quegli anni e che ancora oggi ricordo con grande piacere.