Menu

Attività
La Radio “Only CW”
Stazione Radio
Le Antenne
I Contest
QRP
Attivazioni
Manifestazioni

Il Log
QSL
Diplomi
I miei Tasti

Associazioni

Il mio Lavoro
I miei anni in Marina
Da Marinaio ad Aiutante
Le Navi dove sono stato imbarcato
Le Stazioni Terrestri e le Scuole
Documenti e Scritti

 

 

 

Dragamine Agave

di Piergiorgio ISØSDX
Mentre ultimavo il mio breve periodo presso la Stazione RT dei Cappuccini ICS, nel mese di marzo 1971, era prossimo il mio rientro su Nave Centauro che stazionava in bacino per i lavori di trasformazione e l’ombra di quelle snervanti e noiose guardie a poppa si avvicinavano.
Una mattina il Capo Posto della SRT, in sala radio, durante il normale servizio, fece presente la necessità di inviare in temporaneo imbarco, un operatore RT a bordo del Dragamine Agave, per una esigenza di venti, venticinque giorni per un’attività in mare sulla costa orientale della Sardegna, a quella notizia non esitai a dare la mia disponibilità, così nel giro di una giornata mi ritrovai al Dragaggio per imbarcare sull’Agave.
Sui Dragamine, navi molto piccole, gli spazi sono molto ridotti, anche la Stazione Radio era piccola e descriverla non ci vuole molto, avete presente uno sgabuzzino del tipo 3 per 3, poi metteteci le apparecchiature dentro e lo spazio diventa a mala pena vivibile per una sola persona, infatti in radio poteva lavorare un solo Operatore, la componente apparati era composta da un trasmettitore TDE, alimentato da un alimentatore rumorosissimo e da un ricevitore BC 312.
La logistica, i locali di vita, ridotti in ogni parte, la mensa piccolissima, i locali igienici erano tutt’uno, lavabi e water condividevano gli spazi, quindi una volta fatta l’abitudine, venivano usati normalmente in contemporanea senza fare più caso alla privacy.
Di quel periodo ricordo la navigazione di trasferimento da La Spezia ad Arbatax, a causa del mare che abbiamo preso tra la Corsica e le Bocche di Bonifacio.
Il mare era ben formato e l'onda per quel tipo d'imbarcazione era molto grossa e faceva rollare parecchio, navigavamo al traverso delle Bocche di Bonifacio e lì tra correnti e mare c'era da divertirsi veramente, le avverse condimeteo erano in peggioramento, che poi già eravamo nel peggio, quindi peggio di così cosa ci dovevamo aspettare? la gente raccava per il continuo rollare, la cucina era ferma e quando le cucine sono ferme è sempre un brutto segno. Ricordo che per un movimento brusco della nave mi ritrovai in cucina e davanti a me una gamella con dello spezzatino con patate e piselli, affianco a me l’Ufficiale in seconda, il Sig. Zucchi, che senza dire nulla mi diede un cucchiaio e mi invitò a mangiare di quello spezzatino, forse rimanenza della sera prima, in silenzio aggrappati ai corrimani della cucina, un cucchiaio dietro l’altro finimmo quello spezzatino, lo trovai così buono che forse ne subii un trauma in quanto ancora oggi davanti ad un piatto di spezzatino con patate e piselli non riesco a rinunciare.
Il mare continuava a sballottarci, era impossibile stare in piedi e spostarci da una parte all’altra, così in questa situazione, il Comandante decise di entrare alla Maddalena e aspettare che le condizioni meteo migliorassero, mi portarono in radio un messaggio da trasmettere alla Stazione ICH per avvertire del nostro arrivo inaspettato e avere la necessaria assistenza in porto. In quelle condizioni ristrette, il movimento continuo che ci frullava continuamente, diventava difficile fare i dovuti accordi alle apparecchiature, una volta riuscito in questa impresa, presi il tasto e cercai di trasmettere ma il movimento continuo e violento me lo impediva e così guardandomi attorno e con l'arte di arrangiarmi decisi di cambiare posizione, tolsi la sedia e la buttai fuori dalla radio questa cominciò a girare avanti e indietro in quel piccolo ballatoio tra la radio e la cucina, chiusi la porta, presi il tasto e lo misi in terra, sintonizzai bene il ricevitore, misi la cuffia in testa e mi coricai pancia a terra, puntai i piedi nelle guide passacavi, riuscendo così a stare fermo nel pavimento e seguire il movimento dell’Agave, così, tenendo bene fermo il tasto (un verticale postale) iniziai a chiamare ICH sulla 2245, il collegamento si stabilì subito, in quelle condizioni con quel movimento da mal di stomaco, l'odore della gomma del pavimento piena di polvere, che mi dava solo nausea, con lo spezzatino che saliva e scendeva, riuscii a trasmettere il Msg, non appena ebbi ricevuto l'R AR da ICH e comunicata l'avvenuta ricezione alla plancia, lasciai tutto per terra, uscii dalla radio e cercai di prendere un po’ d'aria a poppa.....
Oltre ai compiti radio come RT a volte si veniva impiegati in Plancia, di ausilio al segnalatore per ricevere a lampi di luce, ciò avveniva in particolare quando il mare era mosso e la ricezione diveniva difficoltosa in quanto i lampi trasmessi dalla Stazione Segnali a terra spariva continuamente dal campo visivo dei binocoli, esperienza che ho vissuto proprio in questa navigazione quando in avvicinamento verso La Maddalena e si riceveva a Lampi di luce dalla Stazione Segnali di Guardia Vecchia.
Questi sono i ricordi di quel breve periodo passato sull’Agave, breve ma intenso, capii che per lavorare su quelle barche bisognava essere ben preparati per sapersi destreggiare in ogni situazione essendo solo e unico operatore Radio presente a bordo. A bordo dell’Agave vi era un piccolo RT, piccolo per la sua statura, ma molto in gamba, era il Sgt RT De Lorenzo RT Corso 66 lì destinato, che ricordo sempre con grande affetto.
Ai primi di aprile terminato questo breve periodo su Nave Agave, rientravo alla mia destinazione, il Centauro che ancora stazionava in bacino, e così a malavoglia ripresi quelle guardie a poppa.