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Questo segnale usato in telegrafia nel modo corretto lo possiamo evidenziare nel seguente modo: dovendo trasmettere del traffico da dare ad una data stazione, in cw trasmetteremo impiegando anche il segnale QTC:
DOMANDA
RISPOSTA, AVVISO O ORDINE
- QTC - Quanti messaggi avete da trasmettere?
Ho….messaggi da trasmettere per voi o per…..
…….. de IS0SDX QTC 1 QRV ? K che significa: ho un messaggio per voi siete pronto a ricevere?
La stazione che riceve se è pronta a ricevere trasmetterà IS0SDX de …….. QRV K (Sono pronto a ricevere) in caso contrario trasmetterà IS0SDX de ……. AS 3 (Aspettate tre minuti) AS seguito da un numero che indicano i minuti di attesa.
Quindi è evidente che usare questo segnale in fonia per comunicare ad altra stazione che sta osservando ascolto o servizio su una data frequenza è del tutto errato, anche qui non costerebbe nulla trasmettere a chiare parole “Sono in ascolto su questa frequenza oppure sono in ascolto su 7045”
Oppure si impiega il segnale di servizio in quanto più appropriato:
DOMANDA
RISPOSTA, AVVISO O ORDINE
- QSX - Volete fare ascolto su Khz…. o Mhz……..?
Sto in ascolto su Khz……. o Mhz…….
In telegrafia trasmetteremo …… de IS0SDX pse QSX ? on 7010 – che significa “prego puoi fare ascolto su 7010Mhz?) oppure….de IS0SDX QSX 7045 AR –Che significa “sto in ascolto su Mhz 7045 chiudo
Da qui vediamo con tutta evidenza l’uso errato del segnale QRV in quanto non rispecchia il suo giusto significato.

... - Spesso ho ascoltato le seguenti frasi: Vado in QRXSono in QRXFaccio QRX ecc. ecc.
Non ho mai capito cosa voglia dire tutto ciò, avendo impiegato per anni questo segnale, quale significato le si voglia dare. Nella la pubblicazione leggo:
DOMANDA
RISPOSTA, AVVISO O ORDINE
- QRX - Quando mi richiamerete? Vi richiamerò alle ore…. Su Khz…. o Mhz……

Impiegato in telegrafia useremo questa procedura:
…… de IS0SDX QRX ? il corrispondente mi risponderà IS0SDX de ……. QRX 21:30Utc on 14024. che significa “Vi richiamerò alle 21:30Utc su Mhz 14024”
In pratica siamo davanti ad un segnale di servizio in cui due stazioni chiedono o danno un appuntamento ad un orario ed una frequenza specifica.
Con le stesse modalità potrà essere impiegato anche in fonia senza alcun problema, non trovo riscontro nelle frasi sopraccitate che si ascoltano.
Oltre l’impiego un po’ anomalo del codice “Q” è da rilevare in tanti operatori la poca conoscenza delle procedure da impiegare quando si parla davanti ad un microfono, soprattutto nelle frequenze HF dove potremmo essere ascoltati da chiunque sia nel territorio italiano che oltre.
Sono pochi ad esempio che usano parlare in radio impiegando l’alfabeto fonetico “ICAO” che venne sviluppato negli anni cinquanta dall'Organizzazione Internazionale dell'Aviazione Civile (ICAO) per essere comprensibile (e pronunciabile) da tutti i piloti e gli operatori dell'aviazione civile. L’ICAO rimpiazzò altri alfabeti fonetici, ad esempio quello dell'esercito statunitense ("able baker") e diverse versioni dell'alfabeto fonetico della RAF., al suo posto ascoltiamo una miriade di parole, parole che vengono impiegate da operatori telefonisti, in tanti usano ancora vecchie versioni ormai in disuso da anni, penso non costerebbe nulla dover studiare e impiegare in radio il suo giusto linguaggio. Spesso ci facciamo trascinare da altre procedure usate in altri paesi.
Tante volte rispondendo a delle chiamate e facendo lo spelling del mio indicativo (India Sierra Zero Sierra Delta Xray) mi sono ritrovato a ripeterlo in quanto in tanti non capivano che cosa fosse la parola xray.
È pur vero che i radioamatori usano la radio per hobby, ma è anche vero che forse non tanti si rendono conto che solo i radioamatori hanno la concessione, per esercitare questo meraviglioso hobby. I radioamatori dispongono di un gran numero di bande con un altrettanto elevato spettro di frequenza di lavoro che nessuna altra organizzazione ha in uso nelle sue attività. Inoltre siamo gli unici ad avere una licenza di trasmissione e non un permesso di trasmissione limitato a poche frequenze fisse, da utilizzare solo ed esclusivamente durante lo svolgimento di uno specifico servizio.
Quindi stiamo esercitiamo le nostre attività grazie a questi privilegi che negli anni ci sono stati concessi, diventando un patrimonio da salvaguardare e mantenere sempre nel rispetto delle leggi che regolano l’attività in radio.
Purtroppo molto spesso in frequenza ascoltiamo comunicazioni fatte da linguaggi che fanno scempio del buon uso della radio, mi pare che in queste vesti non si riconosce il radioamatore, è triste ascoltare tutto ciò in radio, vederla usata e interpretata come un gioco, pensando che si possa conversare usando termini e frasi non conformi ai modi comportamentali previsti. La radio anche a livello hobbistico, non può essere usata per gioco, come se davanti al microfono, ognuno di noi potesse parlare esprimendosi nelle forme e nei modi che meglio crede.
La radio per un secolo è stata impiegata come lavoro, in tanti hanno dedicato la propria vita nelle stazioni radio, a bordo e a terra, lavorando con dedizione e soprattutto con passione, continuando a viverla nel mondo radioamatoriale, spinti da quella grande passione nata in età giovanile e mai spenta.
La radio non potrà mai essere un passatempo per sfogare un proprio capriccio, sminuendo quei valori, quella serietà che la radio sin dalla sua nascita si è sempre riconosciuta.
Stare in radio, o meglio in frequenza, usando termini, vocaboli sconosciuti dalle procedure previste, viene a mancare quel rispetto che la radio merita, quel rispetto verso chi per anni ha svolto il lavoro di operatore radio, quel rispetto per quei Radioamatori che con tanta passione vivono la radio.
Questo è un hobby che va oltre l’hobby, la prova ne è che per poterlo esercitare, si è tenuti a sostenere un esame per il conseguimento della patente di Operatore di Stazione Radioamatoriale, né va dimenticato che i radioamatori sono impiegati per operazioni di soccorso all’interno della Protezione Civile.
Le frequenze impiegate in telegrafia rispettano meglio questo senso di disciplina, raramente si ricevono frasi fuori dalle norme comportamentali, in fonia purtroppo non è così, tante volte si ascoltano comunicazioni ed altro lontane da quelle forme di educazione in cui ogni Radioamatore si distingue, tanto da costringere me e sicuramente in tanti altri che ascoltano a mettere su off la radio o spostarsi velocemente nelle bande in CW.
Purtroppo non solo nel nostro ambiente, la radio viene usata da alcuni operatori in modo indagato ed impreciso, ho avuto modo di ascoltare frequenze HF impiegate in operazioni di pesca, ciò che ho ascoltato è demoralizzante, per chi sta in radio da oltre quaranta anni come me, ascoltare comunicazioni a livelli così bassi. Si ascoltano comunicazioni prive di ogni forma procedurale, dalle chiamate, dagli argomenti trattati e ben contornati di parole volgari, impiego di segnali procedurali nei modi più spropositati.
Tutto ciò a mio avviso sta a significare che non si possono dare licenze o permessi di trasmissione se prima non si è passati attraverso una giusta istruzione per apprendere le diverse procedure comportamentali da osservare in radio e sostenendo degli esami adeguati per averne la doverosa idoneità.
Nelle sessioni di esami, oltre la parte tecnica, dovrebbe essere curata maggiormente la parte inerente “le norme comportamentali in radio” e “le normative” materie da trattare in modo più fiscale per ottenere la patente di operatore di Stazione Radioamatoriale e avere operatori più preparati davanti ad un microfono.
Piergiorgio IS0SDX