Oltre l’impiego un po’ anomalo del
codice “Q” è da rilevare in tanti operatori
la poca conoscenza delle procedure da impiegare quando si parla
davanti ad un microfono, soprattutto nelle frequenze HF dove
potremmo essere ascoltati da chiunque sia nel territorio italiano
che oltre.
Sono pochi ad esempio che usano parlare in radio impiegando
l’alfabeto
fonetico “ICAO” che venne sviluppato negli anni
cinquanta dall'Organizzazione Internazionale
dell'Aviazione Civile (ICAO)
per essere comprensibile (e pronunciabile) da tutti i piloti
e gli operatori dell'aviazione civile. L’ICAO rimpiazzò altri
alfabeti fonetici, ad esempio quello dell'esercito statunitense
("able baker") e diverse versioni dell'alfabeto
fonetico della RAF., al suo posto ascoltiamo una miriade di parole,
parole che vengono impiegate da operatori telefonisti, in tanti
usano
ancora vecchie versioni ormai in disuso da anni, penso non
costerebbe nulla dover studiare e impiegare in radio il suo
giusto linguaggio.
Spesso ci facciamo trascinare da altre procedure usate in altri
paesi.
Tante volte rispondendo a delle chiamate e facendo lo spelling
del mio indicativo (India Sierra Zero Sierra Delta Xray) mi
sono ritrovato a ripeterlo in quanto in tanti non capivano
che cosa
fosse la parola xray.
È
pur vero che i radioamatori usano la radio per hobby, ma è anche
vero che forse non tanti si rendono conto che solo i radioamatori
hanno la concessione, per esercitare questo meraviglioso hobby.
I radioamatori dispongono di un gran numero di bande con un altrettanto
elevato spettro di frequenza di lavoro che nessuna altra organizzazione
ha in uso nelle sue attività. Inoltre siamo gli unici
ad avere una licenza di trasmissione e non un permesso di trasmissione
limitato a poche frequenze fisse, da utilizzare solo ed esclusivamente
durante lo svolgimento di uno specifico servizio.
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Quindi stiamo
esercitiamo le nostre attività grazie a questi privilegi
che negli anni ci sono stati concessi, diventando un patrimonio
da salvaguardare e mantenere sempre nel rispetto delle leggi
che regolano l’attività in radio.
Purtroppo molto spesso in frequenza ascoltiamo comunicazioni
fatte da linguaggi che fanno scempio del buon uso della radio,
mi pare che in queste vesti non si riconosce il radioamatore, è triste
ascoltare tutto ciò in radio, vederla usata e interpretata
come un gioco, pensando che si possa conversare usando termini
e frasi non conformi ai modi comportamentali previsti. La radio
anche a livello hobbistico, non può essere usata per gioco,
come se davanti al microfono, ognuno di noi potesse parlare esprimendosi
nelle forme e nei modi che meglio crede.
La radio per un secolo è stata impiegata come lavoro,
in tanti hanno dedicato la propria vita nelle stazioni radio,
a bordo e a terra, lavorando con dedizione e soprattutto con
passione, continuando a viverla nel mondo radioamatoriale, spinti
da quella grande passione nata in età giovanile e mai
spenta.
La radio non potrà mai essere un passatempo per sfogare
un proprio capriccio, sminuendo quei valori, quella serietà che
la radio sin dalla sua nascita si è sempre riconosciuta.
Stare in radio, o meglio in frequenza, usando termini, vocaboli
sconosciuti dalle procedure previste, viene a mancare quel rispetto
che la radio merita, quel rispetto verso chi per anni ha svolto
il lavoro di operatore radio, quel rispetto per quei Radioamatori
che con tanta passione vivono la radio.
Questo è un hobby che va oltre l’hobby, la prova
ne è che per poterlo esercitare, si è tenuti a
sostenere un esame per il conseguimento della patente di Operatore
di Stazione Radioamatoriale, né va dimenticato che i radioamatori
sono impiegati per operazioni di soccorso all’interno della
Protezione Civile.
Le frequenze impiegate in telegrafia rispettano meglio questo
senso di disciplina, raramente si ricevono frasi fuori dalle
norme comportamentali, in fonia purtroppo non è così,
tante volte si ascoltano comunicazioni ed altro lontane da quelle
forme di educazione in cui ogni Radioamatore si distingue, tanto
da costringere me e sicuramente in tanti altri che ascoltano
a mettere su off la radio o spostarsi velocemente nelle bande
in CW.
Purtroppo non solo nel nostro ambiente, la radio viene usata
da alcuni operatori in modo indagato ed impreciso, ho avuto modo
di ascoltare frequenze HF impiegate in operazioni di pesca, ciò che
ho ascoltato è demoralizzante, per chi sta in radio da
oltre quaranta anni come me, ascoltare comunicazioni a livelli
così bassi. Si ascoltano comunicazioni prive di ogni forma
procedurale, dalle chiamate, dagli argomenti trattati e ben contornati
di parole volgari, impiego di segnali procedurali nei modi più spropositati.
Tutto ciò a mio avviso sta a significare che non si possono
dare licenze o permessi di trasmissione se prima non si è passati
attraverso una giusta istruzione per apprendere le diverse procedure
comportamentali da osservare in radio e sostenendo degli esami
adeguati per averne la doverosa idoneità.
Nelle sessioni di esami, oltre la parte tecnica, dovrebbe essere
curata maggiormente la parte inerente “le norme comportamentali
in radio” e “le normative” materie da trattare
in modo più fiscale per ottenere la patente di operatore
di Stazione Radioamatoriale e avere operatori più preparati
davanti ad un microfono.
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